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La Repubblica


"Il Pd non è compatibile con il Pse"
Lettera di Rutelli agli ex Margherita. Ma il leader andrà al convegno socialista di Napoli
07-06-2008

ROMA - Una lettera ai vertici della ex Margherita, firmata Francesco Rutelli: «Il Pd non è compatibile con il Pse». Dunque, mai insieme ai socialisti nel Parlamento europeo. Così la questione della collocazione a Strasburgo dei democratici italiani, già rimessa in pista da Castagnetti e Parisi, torna ad infiammare i rapporti tra ex Margherita ed ex Quercia. Alla vigilia di un appuntamento importante: la riunione a Napoli mercoledì prossimo dei socialisti europei, alla presenza di Walter Veltroni, che in preparazione dell´iniziativa vola lunedì a Berlino per una conferenza del Pse, dopo aver visto nei giorni scorsi il capogruppo Schulz. Attivismo che avrebbe finito per irritare i cattolici margheritini. Il segretario Pd punta ad ampliare la "ragione sociale" del Pse, allargandone i confini - anche nella denominazione - ai democratici ma agli ex dielle sembra una proposta insufficiente. Così nella lettera indirizzata a tutti i componenti dell´ufficio di presidenza del suo ex partito, Rutelli non fa sconti: «Credo che si debba confermare che il percorso che abbiamo realizzato in questi anni e la fisionomia della costruzione del Pd non siano compatibili con un ingresso del partito nel gruppo parlamentare del Pse». L´ex vicepremier insomma non sembra abbandonare l´idea di una collocazione autonoma del Pd, anche in virtù dal suo ruolo di presidente (insieme al francese Bayrou) del Pde. La lettera rischia dunque di riaprire una profonda ferita. Tanto più che sulla materia potrebbe riunirsi presto un "caminetto" dei vertici della ex Margherita e dei suoi eurodeputati (attualmente nell´Adle, il gruppo dei liberaldemocratici europei). In ogni caso, prima del summit sul nodo-Europa che Veltroni ha convocato per il prossimo 16 giugno. Rutelli però precisa, «aspetto che della faccenda si parli nel Pd». Dagli ex ds, intanto, reazioni negative, «Sono sinceramente sorpreso dal metodo e dal merito dell´iniziativa di Rutelli», protesta il capogruppo a Strasburgo, il dalemiano Gianni Pittella. «Risulta infatti incomprensibile rivolgersi ancora oggi ai componenti della Margherita, equivale a cancellare in un colpo solo tutto il percorso del Pd». Ma l´ala della Margherita si schiera in blocco sulle posizioni del suo ex presidente. L´eventuale ingresso del Pd nel Pse, obietta la teodem Paola Binetti, cambierebbe la natura stessa del partito, «trasformandolo nella Cosa 4 di D´Alema». Ovvero nella casa della sinistra ma non dei cattolici, ridotti al ruolo di minoranza. Sulla stessa lunghezza d´onda Pierluigi Castagnetti, che su "Europa" aveva già sollevato la questione, e che ora torna alla carica: «L´affiliazione nel Pse ci risucchierebbe verso il passato». E un "no" chiaro arriva anche dall´ex ministro Beppe Fioroni, che del Pd è il responsabile dell´organizzazione: «Non possiamo permetterci involuzioni o ripiegamenti che diano la sensazione che la nostra sfida di creare una nuova casa che unisca laici e cattolici profondamente riformatori, si fermi ai confini delle Alpi». (u.r.)





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