Ultimo Aggiornamento:
26-12-2009 14:12
AGENDAREGISTRATICONTRIBUISCICONTATTACITECH CHAT
VERSIONE
ACCESSIBILE
IL PARTITO
DIPARTIMENTI
RASSEGNA MEDIA
Italiana
Estera
Dossier
SPUDORATI
FORUM
MAILING LIST
SONDAGGI
NONSOLOPOLITICA
LINK
MULTIMEDIA
MATERIALI
Speranza
Speranza e volonta'...
Archivio stampa  Spedisci ad un amico  Commenta  Stampa
La Stampa


DUE «ONI» E UNA CAPANNA
Massimo Gramellini
14-02-2008

Veltroni archivia il veltronismo quando mancano pochi minuti alla fine e Vespa sta per mandare gli italiani a dormire. L’ex comunista, l’ex sindaco, l’ex veltroniano Veltroni stringe le mani bianche sui braccioli quasi altrettanto bianchi della poltroncina e si produce in una delle sue specialità, l’urlo a bassa voce, per congedarsi dal suo cavallo di battaglia: la nostalgia della giovinezza. Non è vero che un tempo si stava meglio, strilla in un sussurro l’ex cantore della figurina di Pizzaballa: le aranciate che bevevo da ragazzo erano piene di coloranti, i tubi di scappamento ammorbavano l’aria e nei cinema durante l’intervallo bisognava spalancare le porte per fare entrare l’aria, tale era la puzza di fumo! A qualcuno, probabilmente anche a lui, questo ribaltone esistenziale sembrerà una semplice nota di colore. Invece è il vero sigillo del duello televisivo a distanza che nel volgere di due notti ha mandato in soffitta il passato e visto nascere sotto lo sguardo amorevole di Vespa una nuova coppia di fatto della politica italiana: Silvio e Walter, Oni & Oni, i due accrescitivi dell’Italietta. Da quindici anni ci trasciniamo addosso l’immagine un po’caricaturale di un Paese doppio, composto da due popoli distinti e riassumibili nei personaggi di Massimo Boldi e Nanni Moretti, che non hanno nulla da dirsi e se anche ce l’avessero non riuscirebbero a comunicarselo per mancanza di alfabeto comune. Per abbattere questo muro di Berlino mentale bisognava giungere allo scontro conclusivo fra i due leader in cui da sempre si rispecchiano i rispettivi elettori. Oni & Oni sono la proiezione esatta, quasi statistica, del tipo di cittadino che vota per loro. Perciò sono anche gli unici ad avere l’autorità necessaria per firmare l’armistizio fra le due Italie. L’elettore di centrodestra si riconosce nei sogni, nei vizi e nei vezzi di Berlusconi. L’elettore di centrosinistra in quelli di Veltroni. Ed entrambi i leader nel loro comune amico Mike Bongiorno, l’italiano medio descritto da Umberto Eco e poi scissosi in due metà che fino all’altro ieri sembravano diventate incompatibili. Porta a Porta, Oni a Oni. Due campagne speculari, due modi diversi ma non più opposti di presentarsi al voto. Veltroni è seduto alla destra dello schermo. Berlusconi stava a sinistra. Veltroni ha la camicia con le asole sul colletto e Berlusconi no, però entrambi sfoggiano la stessa cravatta blu a pallini, presidenziale. Veltroni non ha il sorrisone dell’altro, ma ogni tanto scoppia a ridere mentre parla. Devono avergli spiegato che funziona. Vespa disinvoltamente vesposo, lo accoglie dicendo: se vince, metta una buona parola per me. Oni 2 è figlio di un giornalista, sguazza a meraviglia nell’ambiente. Appena entra un intervistatore, non si limita ad alzarsi in piedi come Oni 1. Lui gli va incontro per stringergli la mano, quasi volesse dirgli: che bello vederti qui, condividere questo momento unico con te. Chiama gli amici per nome e i non amici per cognome. Pirani, editorialista di Repubblica, è Mario. Mentre Giordano, direttore del Giornale, rimane Giordano anche se sarebbe Mario pure lui. Comunque li chiama, perché sa che a nessun uomo dispiace cullarsi al suono delle proprie generalità. In compenso nomina poco gli avversari. Solo Berlusconi, tre volte, e due è per fargli i complimenti. Una citazione anche per John Kennedy, Olof Palme, Willy Brandt e la cucina Scavolini: la più amata dagli italiani dice Walter, come il primo governo Prodi. Guarda caso, quello dove c’era lui. È sommesso anche il modo in cui riesce a fare la ruota senza farla. Il suo ego non è meno arroventato di quello Silvio, solo più schermato. Di sé dice: sono stato un bravo ministro, un bravo sindaco, un leader che ha rivoluzionato la politica in un mese e che in una settimana ha già recuperato due punti nei sondaggi. Però lo dice alla Veltroni; con circonlocuzioni timide e frasi sottotraccia. Liquida con toni elegiaci anche il tormentone di Veltrone l’Africano. Non aveva forse promesso di emigrare fra le capanne di fango del Continente Nero anziché nel loft del Partito democratico? Oni 2 sospira e racconta la storia di un uomo che era pronto a lasciare la politica, quando all’improvviso è nato il Pd e tutti si sono girati verso di lui. Poteva tradirli? Voltare le spalle al sogno politico di una vita? Parla bene di sé, ma anche di tutti. Almeno di quelli che nomina. Degli imprenditori che sono lavoratori, dei lavoratori che sono affezionati alle loro aziende più di certi manager (quindi pensa male dei manager), dell’Osservatore Romano che non lancia crociate integraliste (quindi pensa male di Ruini), di Prodi che è un grand’uomo (e qui chissà cosa pensa) e anche di Enzo Visco, perché a lui - a lui Walter - piace per istinto parlar bene delle persone di cui gli altri parlano male. Delle tasse non parla bene. Ma nemmeno male. Dice che non sono né belle né brutte, ma che sono troppe. È già qualcosa. Non parla male neppure dei bulli di scuola, che non sono poi tanti come si crede. E nemmeno dei ricchi, che non intende far piangere ma forse neanche ridere. Se Berlusconi cerca candidati che abbiano il sole in tasca, lui dice di volerli con la luce dentro. Farà le liste elettorali guardandoli negli occhi. Non nomina mai neppure una volta il conflitto di interessi, ma se ne va dettando la sua personalissima par condicio: meno politica in tv, perché se si va avanti con tre dibattiti a sera, prima del 13 aprile i cittadini si butteranno dalla finestra. Sotto, ad attenderli troveranno comunque lui. Pronto ad acchiapparli, tutti.





credits
powered by
Tomato Interactive
ContactLab