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La Repubblica Il leader dell´Unione ribadisce il no all´astensione. Il Comitato del Sì: doppio apprezzamento per la sua scelta
"Sono cattolico e vado a votare"
09-03-2005
ROMA - «Sono un cattolico adulto e vado a votare, poi avremo tempo per rifletterne e anche per parlarne». Romano Prodi decide di intervenire sul referendum contro la legge sulla procreazione assistita. Una presa di posizione che arriva all´indomani del nuovo invito all´astensione del cardinale Camillo Ruini e suona perciò come una risposta ai vescovi. Non un´affermazione inedita, ma per il Professore, che è solito pesare le parole, è certo un modo per marcare le distanze dalle gerarchie ecclesiastiche. È anche un implicito richiamo al suo partito, la Margherita, profondamente diviso. Ma soprattutto, per Prodi, che ha scommesso nel progetto politico della Federazione dei riformisti come sintesi delle tradizioni socialdemocratiche e cattoliche, è l´occasione per ribadire l´insensatezza del braccio di ferro tra cattolici e laici.
Divisioni che si moltiplicano nel fronte cattolico, mentre per l´8 marzo i referendari - dai Radicali alla Cgil - lanciano la campagna di mobilitazione per il Sì al referendum. «Il modo più consono per ricordare l´8 marzo è ricordare a tutti, in particolare alle donne, il grande valore di partecipare al referendum», affermano Barbara Pollastrini, Katia Zanotti, Livia Turco e Giovanna Melandri dei Ds. A tutti i parlamentari maschi, spesso disattenti e poco informati, il gruppo della Quercia alla Camera consegna un vademecum illustrato sulla fecondazione assistita: s´intitola "Aprirsi alla vita". Un manifesto del coordinamento donne della Fisac Cgil, appena finito di stampare, denuncia: «Ancora vogliono decidere su di me». Le iniziative a favore si moltiplicano, dallo Sdi ai Verdi al Pdci, Rifondazione e Idv.
La Margherita è frammentata: ci sono i referendari (come Enzo Bianco, Pierluigi Mantini, Cinzia Dato), i prodiani, e poi chi è invece schierato per l´astensione o il "no". Del comitato "Scienza e vita" fa parte Beppe Fioroni, braccio destro di Marini, che si sfoga: «Basta con la caccia alle streghe». Non gli piacciono in particolari le «provocazioni» di Franco Grillini (Ds), che aveva commentato: «Spero francamente che Rutelli non voglia entrare nel comitato pro astensione: questo porrebbe degli interrogativi all´interno dell´alleanza dei riformisti». La posizione di Francesco Rutelli, leader della Margherita, che ha votato a favore della legge, è nota: sì a modifiche parlamentari, ma il referendum è «uno strumento rozzo». E sull´astensione? Dal suo entourage fanno sapere che per ora non intende intervenire e che la linea della Margherita è quella della libertà di coscienza.
Piace ai radicali l´intervento di Prodi. Dopo le accuse del Pr al leader dell´Unione per il mancato accordo in vista delle regionali, Daniele Capezzone, il segretario dei Radicali, chiosa: «Bene le intenzioni di Prodi ma non si può parlare dopo le regionali: la campagna clerico-fondamentalista è ricca e prepotente. Non ci si può muovere da pesci in barile». Le parole di Prodi «sono due volte apprezzabili», aggiunge Lanfranco Turci, tesoriere dei referendari. Marco Pannella esalta la Tavola valdese: «Eppur qualcosa si muove, grazie ai valdesi, non arresi a Ruini».
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